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La Quercia 21

Esisteva un video gioco negli anni ’80, si chiamava Blueprint.
Un bruto che rincorreva una donna sulla parte alta dello schermo e un eroe che doveva salvare la sua amata, in fondo alla schermata.
L’eroe doveva correre all’impazzata per trovare le parti mancanti di un macchinario che, una volta composto, gli avrebbe consentito di sparare oggetti che avrebbero ucciso il bruto e salvato la donna dei suoi sogni.

Non so perché, ma quando ho visto la serie Pupazzi de La Quercia 21, la mia mente mi ha catapultato indietro di 26 anni, nell’era del Commodore 64 e la cassettina che caricava i giochini…Preistoria!

In realtà un perché c’è ed è molto lampante; carattere vintage, senso dell’ironia, mondi fantastici, come in un videogame, come nel mondo de La Quercia 21.
Peculiarità che sono proprie di Luca e Nicola e che si riflettono ovviamente anche sulle loro creazioni.

fotografo ritratto lucaLuca…lo guardi e capisci subito che è un falegname, dal carattere vintage e dalla marcata ironia di fondo. Un sorriso costante sul suo viso che, come il riflesso su uno specchio, puoi rivedere in tutte le sue creazioni.

fotografo ritratto danieleNicola invece è la ragione, la misura, i piedi piantati bene per terra, che si equilibrano con la parte più creativa.

Quel corso di falegnameria e restauro

E’ qui che nasce La Quercia 21.
A una Scuola di Falegnameria e Restauro a cui parteciparono sia Luca che Nicola; dopo il biennio di corso, aprono ognuno un laboratorio.
Qualche tempo dopo Orvieto viene allestita una prima mostra con opere preparate individualmente, che vengono però proposte come un’unica entità. L’unione nata in quella fiera fa scattare la consapevolezza che unire le forze avrebbe potuto fare la differenza e creare i presupposti per catapultarli nel mondo della falegnameria professionale che sino a quel momento avevano solo sfiorato.

L’ anno sabbatico

Sembra quasi un’eresia citare questa parola al giorno d’oggi, dove tutto scorre così rapidamente e dove i prodotti si somigliano tutti.
Fatturare immediatamente, non rischiare, copiare, omogeneizzarsi.
Must per molti, ma non per tutti…fortunatamente.
Non per Nicola e Luca, che decidono dopo la mostra di Orvieto, di fermarsi per capire quale strada intraprendere.
La Quercia 21 prende forma e carattere in quell’anno di studi, ricerche, viaggi mentali in mondi fantastici, colorati e dove il sorriso la fa da padrone.
Un anno di disegni, prove, creazioni e distruzioni e alla fine, i primi articoli prendono corpo.

Non è anche questo Made in Italy?

Voglio pensarlo fermamente.
Avere il coraggio di esplorare nuovi mondi mi riporta quasi indietro di 500 anni. Chissà se La Quercia 21 avesse avuto la commessa di allestire la Nina, la Pinta e la Santa Maria cosa avrebbe “combinato” e con quali forme e colori l’Italia e il Vecchio Continente sarebbero salpati nel Nuovo Mondo.

Il progetto prende corpo e consapevolezza; l’idea è di proporre sul mercato qualcosa di assolutamente diverso, un “modo d’essere” direbbero Luca e Nicola, una mission precisa direbbero gli uomini di marketing come me:

fondere insieme tutto ciò che è forma del design contemporaneo e classico combinandolo con un tocco estroso, ironico, a volte surreale.
Creare una famiglia di mobili che escano dal concetto di produzione seriale per andare verso l’unicità produttiva.

Il pezzo unico

Allontanarsi dalla produzione industriale non è solo questione di serialità e quantità.

Focalizzarsi sulla decontestualizzazione dei materiali dalla loro originaria destinazione e ri-allocarli in contesti differenti, fondendoli in rinnovate combinazioni di materiali, colori, forme, utilizzi.
E’ questo che crea realmente il vero carattere di unicità e originalità del pezzo.

La conseguenza diretta di una tale “promessa al mercato” è la creazione, dal disegno sino alla costruzione finale, di tavoli, sedie, lampade, librerie, banconi, armadi e altro ancora, tutte caratterizzate dall’utilizzo di essenze lignee di varie tipologie e di materiali di recupero vari.
Dal mobile di recupero al parquet di scarto, dal legname di edilizia usato ai vecchi infissi.

L’Umbria

Questa regione l’avverti con decisione.
Sia nel nome – La Quercia 21 prende spunto dal nome della località vicino Narni (TR) dove è dislocato il loro laboratorio e il 21 è il numero civico, sia nel loro spirito di attaccamento alla terra e difesa delle marestranze artigianali locali.
Nella volontà di creare una rete di collaborazioni con artigiani umbri per promuovere un diverso modo di proporre gli articoli in legno non solo sul mercato Italiano, ma anche internazionale.

La Quercia 21 infatti non è un’industria dell’arredamento, ma un laboratorio di design artigianale e un eclettico contenitore di idee (così come amano definirlo proprio i due soci fondatori).

Valori

  • Lavorare divertendosi in un contesto non alienante
  • Spirito della collaborazione con artigiani esterni
  • Credere nella creatività

Sono le peculiarità che unite al loro modo di costruire e proporre i prodotti, contestualizzano in maniera decisa la loro presenza sul mercato.
Oggi La Quercia 21 non è solo Luca e Nicola, ma anche Matteo e Andrea; li trovate a Narni dove, un pò nel laboratorio di falegnameria, un pò nell’appartamento svuotato e riallestito a ufficio e sala mostra, li trovate indaffarati a creare, assemblare, lavorare davanti al pc o a simulare vecchi scontri fra mostriciattoli appartenenti a chissà quale mondo e chissà quale epoca.