ritratto di imprenditore di gianluca flammia

Peperita

Avete mai associato il peperoncino a una donna o meglio ad un universo femminile?
Diciamoci pure la verità; il peperoncino è universalmente riconosciuto come “maschio”.
Vuoi un pò per la sua forma, vuoi un pò per le sue doti afrodisiache.
Peperita è invece una storia assolutamente femminile.
Ma non di quelle storie pizzo e merletti, rosa e delicatezza, regolarità e ubbidienza.
La storia di Peperita e di Rita Salvadori è un patchwork di divertita ribellione, lunghi silenzi e osservazioni della Natura, arte e profondo amore per la terra.

La bambina che amava osservare il microcosmo

C’era una bambina che amava guardare gli animali; quelli piccoli piccoli che però a guardarli bene fanno grandi cose.
Sopportano sul loro corpo minuscolo enormi pesi; molto molto di più di quello che potrebbe fare il più forte Iron man fra i cinque continenti.
E poi sono un perfetto connubio con la Natura stessa; le formiche che costruiscono autostrade fra i campi, le api che creano comunità e un sistema così perfettamente gerarchico e servile, ma altrettanto efficiente e coordinato.
Quella bambina forse vedeva due cose in quel microcosmo; l’equilibrio e la tendenza alla perfezione che solo la natura sa offrire.
Ma soprattutto l’andare oltre le cose; quella voglia di profondità che poco più avanti la porterà a non accettare il lavoro sicuro, quello offerto dal padre, di lavorare la terra per produrre l’olio.
 La classica Toscana: olio e vino.
No, quella bambina non lo sapeva ancora, ma coltivava già un sogno diverso.

piantagione di peperoncini, food storytelling

La studentessa che amava l’arte

Poi arriva Milano: quartiere Brera, Accademia delle Belle Arti.
Pittura, scultura, estetica, storia dell’arte, attrazione per il caos e l’equilibrio.
La perfezione di Giotto, il caos di Pollock.
E una cucina all’interno dell’accademia dove si sperimentano estetica, forme e colori associandole ai cibi; altro che Masterchef dei temi odierni.
Un giorno il Prof. Nicola Salvatore tenne una lezione sulla preparazione del piatto “aglio olio e peperoncino”: un viaggio nel rosso, nella semplicità degli elementi che se manovrati con maestria creano grandi capolavori.
E lì scatta la seconda scossa elettrica dentro Rita.

corporate storytelling, ritratto di imprenditore

Il peperoncino che nasce da un quadro

Peperita nasce lì.
Lo ha deciso quell’energia che tutto muove (scegliete voi come chiamarla).
Un’energia che le fa prendere una tela nera da utilizzare come base per pulire dei pennelli sporchi di colore rosso.
Nell’atto dell’abbandono del colore porporino dalle setole, la mano viene magicamente guidata a delineare corpo e contorno di un peperoncino.

5 ettari d’arte e il fioraio Terenzio

A Brera era stato gettato il primo seme.
Rita capisce che Milano non è più il posto dove poter pensare di vivere a lungo, ed è un attimo decidere di ritornare a casa.

Il padre aveva comprato 5 ettari di terra, una perfetta occasione per sperimentare la land art al centro di questo appezzamento.
Una mostra a cielo aperto con vista sul mare; è lì vicino, in realtà non lo vedi, ma lo senti.
L’odore del salmastro del mar Tirreno a pochi chilometri di distanza crea straordinarie eccellenze made in Italy come il Sassicaia o il Masseto dell’Ornellaia.

Ma anche lì la strada prende una leggera deviazione, come quella delle formiche che ogni tanto partono per una tangente per poi riprendere la strada maestra.
Rita si ricorda di quel quadro, intuisce che quella spezia dal colore così intenso, così comunicativo, così esteticamente invitante può essere la sua forma d’arte più preziosa.

corporate storytelling, storia del peperoncino 
Chiede a Terenzio qual è la tipologia che può essere piantata e lui, fra diverse alternative, gliene propone una che da diverse generazioni viene amata e coltivata.
E’ ovvio che la scelta ricada su questa.
Acquista 600 piante e da lì comincia una storia straordinaria di tenacia, notti a  coltivare le piante guardando le stelle, di sperimentazione pura, di studio assiduo e gomitate nel mondo imprenditoriale così bravo a schiaffeggiarti con una costanza impareggiabile, soprattutto se sei donna.

Perché il peperoncino? Perché è bello

E’ antisfiga.
E’ rosso. Pensare al rosso porta ogni persona ad aprire un mondo di sensazioni che non riesce a spiegare, ma le sente e sono sue.
Possiede un’estetica che ti fa l’occhiolino e ti dice “sono tuo, che aspetti”.
Fa bene.
Ti aiuta a far bene l’amore.
E’ ribelle.

storytelling made in italy

Una spezia Made in Italy

Questa è l’altra sfida nella quale si è lanciata Rita.
Elevare la preziosità che una spezia come il peperoncino per sua natura non possiede.
Un tempo infatti era la spezia dei poveri.
L’antagonista sfigata della noce moscata che nel suo momento di massimo splendore era equiparata al valore di una mucca.

L’intento del progetto Peperita è creare un approccio al “mangiar bene”, dove il peperoncino possa essere da un lato un elemento di accompagnamento, dall’altro una nota distintiva di assoluta qualità.

Qualità che nasce dalla preziosità di 80.000 piante coltivate demeter in purezza, accarezzate dal sole del Centro Italia e baciate dal candido e umido tocco di labbra del mar Tirreno.
Qualità che si eleva ulteriormente grazie a una raccolta e ad un processo produttivo istantaneo che nel giro di poche ore sublima il suo carattere nel peperoncino Peperita.
Il risultato finale è un prodotto che si mostra in tutto la sua unicità, grazie alle diciassette varianti, dalla più delicata alla più piccante al mondo, per stupire e incuriosire i palati più diversi.

storytelling food di gianluca flammia

La stessa cura estrema è stata indirizzata anche nella scelta del canale distributivo.
Oltre a gastronomie di alta fascia e punti vendita diretti sparsi su tutto il territorio italiano, dieci anni fa Rita ha creato una vendita diretta agricola in città con i negozi monomarca Peperita che si trovano a Roma, a Castagneto Carducci (LI) e a Volterra (PI).
Borghi medioevali di questa magnifica parte di Toscana che è il crocevia di Leonardo, dei Templari, di arte, mistero, bellezza, armonia e colori come il giallo del grano di agosto e l’azzurro dei cieli estivi folgorati dal rosso delle creazioni di Rita.

Elementi che identificano il Made in Italy del progetto Peperita, che oltre a svilupparsi a Marina di Bibbona (la sua terra), partono da Brera e dalla spinta estetica che l’ha portata a credere nella spezia rossa, bella, antisfiga che con le sue forme ti guarda e ti dice: “sono tuo, che aspetti”.