Daniela Gamberucci

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Quando un drink alcolico è storytelling

C’era una volta una ragazza che studiava giurisprudenza e il suo ragazzo che aveva un locale.
E poi questo ragazzo aveva un’esigenza; avere una persona fidata che gli desse una mano per affrontare la serata di Capodanno di un po’ di anni fa.
“Impara a fare i cocktail più conosciuti dai clienti.
Prova a portare due flut di champagne su un vassoio quadrato.
Tienilo in equilibrio…..sii sorridente e carina e cerca di servire i cocktail senza fare il bagno ai clienti.”
Queste le basilari istruzioni trasmesse.

Una settimana di prova e studio intenso per imparare la lista dei cocktail più famosi x affrontare la fatidica serata.
E poi gli assi nella manica di questa ragazza…a proposito, si chiama Daniela: un’ impressionante memoria fotografica e un carattere di ferro che le impone non solo di non sfigurare, ma addirittura di uscirne alla grande da quell’importante esame.

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Ovviamente la serata va alla grande; ma non si ferma lì.
Altrimenti quest’altra storia non potrebbe nemmeno cominciare.
Scatta qualcosa, una scintilla che non è solo passione.
E’ una sorta di cammino, un’esplorazione che ha i contorni di mille bottiglie diverse, la sensazione ruvida delle etichette e i sentori alcolici di centinaia di ingredienti diversi provenienti da tutto il mondo.
Un viaggio alla ricerca dell’armonia e dell’equilibrio prima, della valorizzazione delle eccellenze toscane poi.
Ma andiamo per gradi.

Alla ricerca dell’equilibrio

Se il primo step per Daniela è stato quello di imparare alla velocità della luce tutti i nomi dei cocktail da servire e poi imparare a prepararli, quello successivo è caratterizzato nel farli sempre meglio.
“Di qualità” si potrebbe dire.

Ma cos’ è la qualità in un cocktail?

Oltre all’impiego di materia prima eccellente, l’aspetto che più influisce nella realizzazione è proprio l’individuazione del giusto balance fra gli elementi, l’equilibrio che porta il cocktail stesso ad avere un carattere piuttosto che un altro o un gusto in bocca più o meno amaro, più o meno dolce, più o meno fruttato, più o meno speziato.

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Mentre prova, sperimenta e crea, Daniela capisce quanto sia Made in Italy e Storytelling la creazione di un cocktail.
Made in Italy perché c’è un valore fondamentale nella miscelazione che è l’armonia; il nostro stile è creativo, è esteticamente impeccabile, è unico, ma soprattutto ha un fortissimo legante che è proprio l’armonia.
E poi Daniela capisce quanto di fronte a un bicchiere vuoto da riempire con ghiaccio e distillati, ci si possa sentire come uno Storyteller di fronte a un foglio bianco e una penna.
Si possono prendere elementi diversi, e con la propria sensibilità olfattiva e il gusto, si possono creare storie sempre nuove.

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Storie che affondano le proprie radici in Europa, dove i distillati sono nati, ma è solo con l’America che prendono quel connotato di divertimento e spirito scanzonato di chi una storia non l’ha e deve giocare su altri fronti.
L’eccellenza europea fluida e vivace che si ritrova nei vini italiani e francesi, nei brandy spagnoli, nel porto del portogallo e poi nel madeira, nei liquori, cognac e calvados, sbarcano oltreoceano per fondersi in combinazioni dapprima audaci e oggigiorno sublimi.

L’arte di creare nuove storie e riscrivere quelle esistenti

Come quella del MiTo (Milano – Torino), il cocktail italiano per eccellenza, conosciuto in tutto il mondo realizzato unendo i richiami dolci del vermouth rosso bilanciato con l’ amaro del bitter rosso e le note aspre di uno spicchio d’ arancia.

Basta cambiare pochissimo; nemmeno gli ingredienti, ma “semplicemente” le aziende (toscane) che li producono, che MiTo diventa “In principio era la Toscana”.
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Gli ingredienti?
Amaro Elio (del Liquorificio Taccola di Pisa), Vermut Cocchi (famiglia di pasticcieri originaria di Firenze), Galliano Ristretto nato a Livorno, alcune gocce di China Clementi (Farmacia storica di Fivizzano – MS),  ed ecco un aperitivo dal carattere maggiormente amaro.
Un drink double face: digestivo da una parte, ma anche un aperitivo vero e proprio con delle note dolci.
Tipico del carattere dei toscani, che sono aperti ed estroversi in prima battuta, ma che poi hanno una corteccia sotto veramente dura da scalfire.

Portare la storia del cliente dentro l’aperitivo

Le contraddizioni di Irene” è proprio nato così.
Ispirato a una ragazza dal carattere forte e apparentemente ruvido, in realtà molto dolce, è un cocktail femminile perché ha dentro di sé tutte le contraddizioni e i contrasti tipici di ogni donna.

C’è la parte amara data dal bitter Fabbri che è molto intenso, ed è un’assoluta eccellenza italiana.
C’è la parte forte del gin, un Old Tom Gin proveniente da Londra, che prevede l’aggiunta di un po’ di zucchero che gli regala morbidezza.
C’è la parte dolce data dal Rosolio Lunae della Lunigiana .
Tutto questo crea un contrasto, una contraddizione, caratterizzato anche dal rosa tenue che regala tutta la personalità di Irene, quindi una femminilità che in realtà c’è ma senza prevaricare eccessivamente.

Alla ricerca delle eccellenze toscane il prossimo Storytelling

Da una parte la storia di Daniela è la ricerca dell’equilibrio e dell’armonia degli elementi.
Dall’altra è anche la valorizzazione del territorio; nasce in provincia di Siena e vive sulla costa livornese e nella Toscana vuole ricercare e valorizzare l’eccellenza liquoristica.
E’ una caratteristica che sembrano avere tutte le cose preziose: la necessità di essere ricercate, inseguite e infine scoperte.
Il viaggio di Daniela è proprio questo; andare a scovare un’azienda magari piccola, forse spersa nella dolce campagna toscana o nel più impervio versante della montagna che sfocia nella Liguria per trovare realtà centenarie che producono distillati d’eccellenza.

Oggi Daniela, dopo essere stata Fiduciario dell’AIBES (Associazione Italiana Barmen e Sostenitori) in Toscana, ha il ruolo di formatore, avviando alla professione di barman le persone vicine all’associazione
.
Questo ruolo, oltre che a diffondere la cultura dei cocktail, la aiuta ad approfondire sempre di più la conoscenza di questo settore.

Ma è in parallelo a questo la sua vera vision:
“Riunire insieme i marchi e le unicità Toscane per proporre un brand di elite da proporre a ristoranti e locali di fascia alta.”

Liquori che con il loro carattere unico riescano a donare quella nota particolarissima che apre il capitolo a una nuova storia; un altro cocktail, un altro nome, un altro drink da far partire dalle coste toscane per viaggiare nei racconti dei clienti di tutto il mondo.